giovedì 6 dicembre 2012

7 psicopatici


  • Domenica 2 dicembre 2012, Cinema Adriano di Piazza Cavour, dove in una serata di pioggia, si aggirava anche Giggi Marzullo
  •  Spettacolo segnalato su Internet e quotidiani alle 20.20 invece era alle 20.40 ma poco male che ci siamo fatti un aperitivo da Mizzica in Via Lucrezio Caro.


E' un po' di anni che a Roma girano i gabbiani.
Pare siano richamati dall'immondizia che c'è in giro.
Ecco, io sono terrorizzata dai gabbiani e non perché la visione de Gli uccelli di Hitchcok mi abbia traumatizzato da piccola ma perché se un gabbiano ti passa sulla testa e in quel momento decide di liberarsi l'intestino (ammesso che ce lo abbia), si rischia una doccia di guano di portata intergalattica.
Tutto questo antefatto per dire che  la doccia di guano è la pena corporale al quale sottoporrei chi ha messo insieme l'immondo e fuorviante trailer di questo film: film fichissimo, trailer che fa cagare (anche il gabbiano).
Nonostante questo sabotaggio promozionale che avrà attirato al cinema un pubblico non certo da "Il ladro di orchidee" (primo riferimento che mi viene in mente anche se non c'entra niente), incuriosita da commenti non usuali percepiti qua e là ho deciso di dare una possibilità ai sette psicopatici.
Un gioco per la mente, divertente, intelligente e con un notevolissimo lavoro di sceneggiatura alle spalle. Cast variegato e azzeccatissimo sebbene Colin Farrel abbia ruolo forse un po' sottotono, che tende a sbiadire rispetto alla splendida performance di Sam Rockwell e alla presenza scenica di un Christopher Walking  invecchiato ma decisamente carismatico. Grandissima parte anche per Woody Harrelson, anche se i ruoli eccessivi sembrano ormai essere per lui più una seconda pelle che altro. Donne non pervenute, poco più di un accessorio ma del resto anche nel bellissimo In Bruges avevano trovato poco spazio. Dunque Martin Mcdonagh si conferma un regista da tenere d'occhio, capace di dirigere ma prima ancora di scrivere film capaci di restare nella testa.
Il pregio principale di 7 psicopatici è la sue circolarità, la sua stratificazione, il gioco di specchi praticamente senza fine al quale sottopone lo spettatore, un raffinatissimo intreccio di cinema nel cinema, di umorismo e cinismo con spunti noir, il tutto all'interno della scrittura cinematografica che lo racchiude e che si evolve incessantemente.
Cioè... ad avercene di film così. Si esce dal cinema con grande soddisfazione, felici di aver sfidato la pioggia romana, il parcheggio introvabile nei dintorni di Piazza Cavour e il gabbiano.
Da vedere con entusiasmo, ovviamente,  e, a questo punto, aspettando la prossima opera di un autore degno di qquesto nome!

Abbinamento con questo aperitivo di Mizzica in Via Lucrezio Caro, perfetto come foyer del cinema Adriano che per altro offre solo la possibilità di popcorn e altre inadeguatezze alimentari, il banco è ben guarnito con specialità sicule. Pasta alla norma involtolata in melanzana, focaccine con verdure, patate fritte vere, arancini mignon e una caponata veramente gustosa. Cortesia e attenzione del personale. Insomma da tenere in considerazione come soluzione mangereccia secome noi si arriva troppo in anticipo! Mizzica, Via Lucrezio Caro, 14 tel 063208555

mercoledì 28 novembre 2012

Hungarian Rhapsody: Queen Live in Budapest '86


  • Martedì 20 novembre 2012 Cinema broadway di Via dei Narcisi a Centocelle



12 anni fa Freddie Mercury annunciò ufficialmente di avere l'AIDS.
Mi ricordo ancora l'annuncio, sentito alla radio, lo presi sotto gamba, convinta che sarebbe comunque vissuto ancora tantissimi anni.
Tanti anni un cazzo. Dopo pochi giorni la notizia sconvolgente della sua morte mi colse di sorpresa, lasciando vuoto e smarrimento.
I Queen li avevo scoperti da piccola.. Somebody to love fu il primo loro brano che sentii e mi piacque da impazzire... Freddie con le sue tutine attillate mi sembrava bellissimo e fichissimo.
E ogni disco che usciva era un evento... Bycicle... Another one bites the dust a palla, la colonna sonora di Flash Gordon, Radio gaga e così via fino alla colonna sonora di Highlander e o The show must go on e These are the days of our lives, due brani che difficilmente riesco ad ascoltare senza versare qualche lacrima, col senno di poi.
Ebbene ieri sera 20 novembre 2012 c'è stata la possibilità di vedere al cinema il concerto di Budapest del 1986... Spettacolare, grandioso e meraviglioso... con l'esecuzione magistrale di alcuni brani in cui i virtuosismi di Freddie incantano letteralmente.
Più di tutto lo spettacolo però, l'energia straripante, la presenza di Freddie Mercury sul palco, istrionico, barocco, divertente, meraviglioso. Indimenticabile.
Al cinema un po' di tutto... una coppia anziana che forse nemmeno sapeva cosa andava a vedere, giovani, meno giovani.. si battono le mani, si canta, ci si emoziona, si sarebbe voluto essere a Budapest all'epoca o meglio ancora... si sarebbe voluto che Freddie non ci avesse lasciato...

Abbinamento cinematografico? Musicale? Boh.. va bene uguale.... Prima del concerto di Budapest il trailer del prossimo evento musicale al cinema. Trattasi di un intero concerto dei Doors, Live at the Hollywood Bowl del '68.
uscirà a gennaio. Io non vedo l'ora....




giovedì 8 novembre 2012

La fèe - Rumba - L'iceberg



Tra un portiere di notte e una fata in fuga scoppia l'amore ma tra desideri da esaudire e un neonato che nasce all'improvviso ne vedranno di tutti i colori...
Pur non trattandosi di una trilogia consiglio la visione dei tre film opera della coppia Dominique Abel e Fiona Gordon con il loro regista Bruno Romy, La fèe, Rumba e L'iceberg.
Io sono rimasta letteralemnte conquistata, il che più o meno vuol dire che a molti questi film faranno schifo e ad altrettanti piaceranno da impazzire, sempre per la logica che i gusti sono gusti, anche se Immanuel Kant nella critica del giudizio aveva un parere un po' differente.
Dialoghi ridotti al minimo, per lo più assenti, fisicità all'ennesima potenza, storie incatalogabile tra il surreale, il magico, l'ironia spinta e un pizzico, o forse più, di follia.
C'è danza, c'è teatro (anche se non credo di fargli un favore appioppandogli queste due etichette che in genere al cinema sono sinonimo di cojoni sfranti), c'è il mimo, c'è il sogno ma soprattutto c'è poesia.
Non è che io sappia esattamente di cosa parlo quando dico che c'è poesia in questi film... ma magicamente l'ho sentita, tanto da spingermi a recuperare, dopo la Fèe, gli altri film del bizzario trio di cineasti.
Uso del colore e delle scenografie che se inizialmente fanno pensare ad un Kaurismaki belga via via emergono in una visione del tutto originale che diventa il marchio di uno stile personalissimo.
Perfino i silenzi sono densi e creano empatia con lo spettatore,

Non si può non restare conquistati dalle loro facce, dalla totale assenza di glamour cinematografico in nome di un lavoro che è tutto nei corpi, nella stranezza delle situazioni e in una passione che è molto vicina all'arte.
Dominique Abel e Fiona Gordon sono una coppia anche nella vita, scrivono e dirigono i loro film con Bruno Romy e lavorano sempre con un terzo attore Philippe Glatz che fa da contraltare/elemento di disturbo/completamento. Nonostante gli aspetti anche drammatici (soprattutto dei primi due film) c'è sempre una sorta di lieto fine e una leggerenza rara da trovare in tale profondità.
Ovviamente da non perdere!



 L'iceberg
Una donna resta imprigionata per una notte nella cella frigorifera del fast food nel quale lavora. La tragica esperienza la porta a sviluppare un'irresistibile voglia di raggiungere un iceberg attraverso una fuga drammatica dalla quotidianeità.











 Rumba
Una coppia di ballerini di Rumba resta vittima di un incidente stradale. Lei perde una gamba, lui la memoria, sarà il tragico inizio di una catena di sfortuna...






Abbinamento con Aromaticus in Via Urbana 134 dove tra piantine aromatiche di tutti i tipi è possibile, anche se in un piccolo spazio, gustare una bella insalata o qualche altro spuntino, anche take-away.
Aromaticus, Via Urbana 134 nel Rione Monti tel 064881355

lunedì 5 novembre 2012

Safety Not Guaranteed



 
Non ci crederete ma ogni tanto capita di incappare in qualcosa per cui mi torna la voglia di consigliare la visione di un film agli affezionati e fedeli lettori del Cinefilante.
Safety Not Guaranteed l'ho piluccato tra innumerevoli titoli a disposizione non appena ho saputo che c'era di mezzo un viaggio nel tempo, argomento di cui sono una delle massime esperte mondiali in ambito fantascientifico/letterario/televisivo. Ovviamento questo riconoscimento me lo sono autoassegnato ma questo non vuol dire che sia meno meritato!
Ma torno al film che con un tocco leggero e qualche accenno surrale si muove con mano lieve in una storia che vede un manipolo di personaggi male assortiti alle prese con un ipotetico viaggio nel tempo, per risolvere qualcosa andata male nel passato.
Non siamo dalle parti della fantascienza, più che altro qui c'è solitudine, ricerca dell'amore perduto, non vissuto o da venire ma a conti fatti se si ripercorre la storia effettivamente il viaggio nel tempo c'è effettivamente. Oppure no... dipende da quanto si decida di immedesimarsi nella storia.
Attori in parte, dialoghi non banali e quel certo non so ché che dopo due scene già mi aveva messo addosso quell'entusiasmo di voler sapere come andava a finire la storia e contemporanemanete la malinconia perché nel giro di poco più un'ora si sarebbe conclusa.
Che vi devo dire di più.... Io lo metto tra i film che mi sono piaciuti di più quest'anno e fanculo a tutti i supereroi, ai sequel, ai prequel e a tutto quel cinema tronfio che è diventato la tomba di sé stesso!


Abbinamento cinematografico di grande attesa, sebbene non abbia idea di quando uscirà in Italia, ho trovato uno scopo allettante per tifare contro i Maya: John dies at the end un film con il mitico Paul Giamatti il cui trailer mi ha affascinato non poco... Speriamo di riuscire a vederlo in un modo o nell'altro! Ecco il fantastico trailer!




sabato 3 novembre 2012

Skyfall


  • Sabato 2 novembre, Cinema Odeon di Piazza Jacini, Sala 1
  • Trovato parcheggio immediatamente nonostante il panico in piazza
  • Siamo in terza fila, sotto lo schermo
  • Sala pienissima, la maggior parte dei presenti da prendere a sberle perché non sono stati un minuto zitti...



Il film sta per iniziare, lo pseudoadolescente accanto a me ha il cell acceso e controlla facebook, sfido il destino, che si sa i giovani d'oggi sono ignoranti come pigne, e gli dico: "senti un po'... mica lo terrai acceso tutto il tempo eh?"
Il giovinetto ha un attimo di smarrimento e io, manco fossi Marcel Marceau, a gesti gli faccio capire che potrei sfiglarglielo dalle sante manine e fiondarlo a distanza di sicurezza, facendo anche un leggero fischio, a simulare il sibilo del cell che si libra nell'aere.
Non è stato necessario dire altro.
Daniel Craig porca miseria come è invecchiato, l'avevamo lasciato manovale rumeno in Casino Royale e lo ritroviamo sempre con la stessa nazionalità e professione ma come avesse fatto un viaggio nel tempo in avanti di una ventina d'anni. Però è simpatico e ironico quando non glie regge la pompa, gli manca  il fiato e piglia certe crocche che la metà bastano.
Il suo contratto pare preveda altrim due film della serie ma o glieli fanno fare nei prossimi sei mesi oppure la vedo durissima.
Sequenza iniziale fichissima, da mecoioni ad ogni singola inquadratura.
Divertenti i dialoghi witty, in perfetto english style. Javier Bardem come cattivo non mette una gran paura ma come personaggio è da oscar.
Grande pecca del film... la mancanza di un paio di fighe degne di questo nome... Bèrènice Marlohe non è certo una Bond girl memorabile e si vede in tutto tre minuti.
Spettacolare ma senza tutti quei congegni spaziali che hanno fatto la fortuna di 007, Skyfall ha il merito di accennare qualcosa del passato di James Bond.
Conosciamo anche il  guardacaccia della magione di famiglia, un irriconoscibile ma sempre pregnante Albert Finney ancora pieno di energia.
Si esce soddisfatti, che ogni tanto è bello andare al cinema per un sano intrattenimento invece di martoriarsi con film ai limiti del masochismo spinto.

Abbinamento cinematografico con Cloud Atlas che in Italia dovrebbe uscire il 3 gennaio 2012 (sempre con l'incognita che non si stramazzi tutti per colpa dei Maya). Si tratta dell'ultima fatica del fratello e della sorella Wachowsky (quelli di Matrix, che però all'epoca erano fratelli) che si sono cimentati in un'opera o la va o la spacca. Io spero che vada visto l'argomento presente, passato, futuro.. realtà parallele e quant'altro....



venerdì 2 novembre 2012

The Rocky Horror picture show


  • 31 ottobre 2012 Cinema Lux ore 22.45



Cult per eccellenza, da vedere e da rivedere ma soprattutto da amare senza condizioni.
Il Rocky Horror tiene botta al cinema, ad oltre quarant'anni dal suo debutto a teatro, nella notte di Halloween, con tanto di personaggi in carne e ossa che animano la serata, nella migliore tradizione.
A tutti i partecipanti viene donato un boa di piume che io guardo con sospetto, in quanto allergica alle piume. Maledizione! E pensare che a me piace tanto il boa, ci andrei pure a dormire e invece niente!
Canto libero, battiti di mano, la serata va che è una meraviglia, in parecchi in sala erano alla prima visione e credo nessuno sia rimasto deluso.
Io lo adoro, mi godo ogni inquadratura e ogni sguardo di Tim Curry... che dopo aver visto il RHPS ti resta nel cuore per sempre e ti vai a cercare ogni interpretazione che ha regalato al cinema...
E adesso un po' di storia... creato da Richard O'Brien, che nel film è il faithfull handyman Riff-Raff, il Rocky Horror resta un fenomeno isolato nella carriera del suo autore che non ha mai più avuto una simile e geniale ispirazione.
E adesso invece vediamo che fine ha fatto il bel Rocky, il biondo tartarugato che sebbene scompaia di fronte al fascino androgino del suo Frankenfurter era veramente un bel ragazzetto.

Dopo il successo del film non ne ha voluto praticamente più sapere dello show-business e a parte una comparsa come il dio Ermes nella nostrana Odissea degli anni '70, ha preferito aprire un negozio di antiquariato...  Greta Garbo non avrebbe fatto di meglio!
Vabbè non è che io debba dire troppo su questo film che è un invito alla libertà e all'amore, con tanta ironia. E, come tutti i musical, trascende il suo stesso significato.
Di certo Don't dream it, be it! è un motto da fare proprio, ora e sempre!


Abbinamento con il Bar Pasticceria Romoli, a dire il vero... ma chi è che non lo conosce? Un po' come il Rocky Horror... Famoso per essere aperto fino a tardissima notte e per i suoi cornetti che sono apprezzatissimi. Buona la pasticceria e a me piacciono molto anche i loro gelati!
Bar pasticceria cornetteria Romoli Viale Eritrea, 140 tel 06.86325077

sabato 27 ottobre 2012

Seeking a friend for the end of the world

  • Qualche giorno fa, brutalmente scaricato da internet, visto che qui non si ha nessuna idea di quando possa uscire....



In attesa del dicembre prossimo venturo, in cui scopriremo finalmente cosa volevano farci capire i Maya, mi sono vista "Seeking a friend for the end of the world", per chi non sapesse l'inglese "Cercasi amico per la fine del mondo".
Lontano dagli spettacolarismi di Armageddon e di tanti suoi epigoni questo film ha un non so che che ti tiene incollato allo schermo. Non c'è speranza, non ci si aspetta che l'asteroide non colpisca la terra risparmiando l'umanità ma si segue con circospezione e un po' di emozione la storia lieve di una coppia non coppia, che prende forma all'ombra della fine annunciata.
Steve Carrel e Keira Knightley colti alla sprovvista, in un mondo in preda al caos, si incontrano e, per destino o per necessità, si aggrappano l'uno all'altra riuscendo a dare un senso alle ultime ore che precedono la catastrofe. Alle prese con l'irrisolto emotivo presente in ognuno di noi riusciranno a trovare il senso delle loro esistenze nel sentimento che li legherà inaspettatamente.
Sebbene il film non sia perfetto e pecchi di qualche forzatura, l'aspetto squisitamente sentimentale riesce a farsi perdonare ogni altra mancanza.
A dare lustro alla pellicola anche una bella la colonna sonora e un paio di comparsate d'eccezione (Martin Sheen e Mister CSI/Manhunter William Petersen).
Il finale delicatamente straziante poi strapperebbe le lacrime anche a Joseph Paul Göbbels, e io certo non mi sono fatta pregare...

Abbinamento con il Bar Pasticceria Rosati e in particolari con i buoni cornetti con cui si può fare una colazione veramente gustosa... In Piazzale Adriatico, tel 0687183777

martedì 23 ottobre 2012

Tutti i santi giorni e Killer Joe

  • Tutti i santi giorni: Sabato 13 ottobre 2012 Cinema Moderno The Space. Sala 5, in prima fila, non si respirava e accanto a me c'era na stronza che guardava facebook sull'i-phone 
  • Killer Joe: Venerdì 19 ottobre 2012 (almeno credo), Cinema Lux, Sala 7, limortacci  

Sono giorni che vorrei scrivere di Tutti i santi giorni ma mi prende un tale sconforto a parlare del nulla che rimando. Poi ho visto anche Killer Joe e mi ha fatto talmente schifo che l'ultimo Virzì quasi diventa un capolavoro.
Ma io non sono una che fa i paragoni. Se si fanno i paragoni c'è sempre un vincente e un perdente e mai come in questo caso non c'è niente da salvare. I film sono brutti entrambi e direi che gli autori potevano tranquillamente passare qualche mese in un luogo caldo ed esotico piuttosto che riproporsi come il pollo ai peperoni con queste due opere.
Virzì sfrutta il tormentone della nostra epoca, la difficoltà del concepire un figlio e tutto l'iter della fecondazione assistita. Sceglie di raccontarci la storia di due disadattati che vogliono un bambino senza un perché. Lei con velleità da cantante, irrimediabilmente zoccola, lui insopportabile toscano con dei capelli da prenderlo a schiaffi e totalmente amorfo. Le loro vicende si snocciolano con una ripetitività che si protrae insostenibilmente, con telecamere dalla presunzione autoriale piuttosto incollate sui corpi.
Latita la sceneggiatura tutta imperniata su reazioni smodate e dialoghi tra commedia e dramma. Finale ingiustificabile alla volemose bene e tremendamente borghese.
Perfino mio fratello che è molto indulgente col cinema italiano mi fa:
-Ma l'hai visto Tutti i santi giorni?
-Sì ma mi ha fatto schifo.. e a te...
Sbuffa... "non ce la facevo più..."
Solo una scena mi ha fatto ridere... (aggiunge).
E io che lo conosco indivino immediatamente: "Quando stanno a casa dei vicini burini eh?!"
- Sì almeno lì i personaggi erano azzeccati....

Friedkin nel curriculum ha l'esorcista ma ormai ha una certa età e quindi si sveglia una mattina decidendo che è ora di fare Tarantino fuori tempo massimo. La solita fotografia di un'America priva di valori.... Sceglie la gentaccia, quella capace di uccidere un familiare per una cifra che non ci vai nemmeno una settimana alle Maldive.
C'è quel tanto che basta per far arrazzare i repressi, una scena di Gina Gershon che fa un pompino ad una coscia di pollo fritto, sicuramente pensata per diventare un cult ma se lo sogna e anche un po' di pseudopedofilia. Brutto e inutile, sicuramente piacerà moltissimo.

Non è che azzardo le vite parallele di Plutarco ma entrambi questi film hanno in comune il loro non essere necessari, la capacità di farti uscire dal cinema con la bocca che è una linea orizzontale, senza essere né in giù né in su. L'inutilità, insomma.
Stessa sensazione avuta per entrambi: andarmene prima della fine della pellicola. Ma nel mio essere una povera illusa una possibilità di redenzione l'ho data ad entrambi... Fatto male.

Abbinamento cinematografico con un film che misteriosamente qui non è uscito e chissà se uscirà...
Seeking a friend for the end of the world. Siamo su un altro pianeta.... Magari prossimamente ne parlerò!







mercoledì 10 ottobre 2012

Game of thrones - Il trono di spade






Ho mal sopportato il Signore degli anelli e sono letteralmente insofferente agli hobbit, è stata quindi una grande sorpresa appassionarsi senza riserve a Game of Thrones,  alla magnificenza della sua storia e ai suoi personaggi.
Tratto dalla serie romanzi di George R. R. Martins, Le Cronache dal ghiaccio e dal fuoco stanno sbancando ovunque... Libri, videogiochi e, appunto, la splendida serie prodotta dalla HBO in coproduzione con l'Inghilterra.
IMDB ha sommato addirittura un punteggio di 9.4 per le prime due stagioni ed è in arrivo la terza  (marzo 2013, sempre che sti cazzo dei Maya...)

In un mondo immaginario dove le stagioni durano anni e barriere insormontabili dividono il nord dal sud, si svolgono le vicende di un reame che racchiude sette regni governati da altrettanti Lord.
Guerre pregresse, soprusi, intrighi di potere alle prese con onore, promesse, rivalse e senso della famiglia, mentre è in arrivo un pericolo ancora più oscuro e distruttivo.
Con un taglio piuttosto spregiudicato che non risparmia scene di nudo e sesso declinato in molteplici delle sue opzioni, dalla prostituzione all'incesto, Game of throne è un capolavoro di cinema confinato in televisione.
Geniali le ambientazioni che si snodano tra Irlanda, Malta e la mia adorata Dubrovnick, dove gli ambienti naturale e/o esistenti si trasformano in luoghi esotici e affascinanti...
La storia è avvincente ma quello che veramente crea la dipendenza è la caratterizzazione dei personaggi e l'intreccio narrativo sempre pronto a sorprendere.
Purtroppo basandosi su una sceneggiatura non originale questi personaggi ce li vediamo schiattare uno ad uno senza nessuna pietà.
Non ce n'è per nessuno.... La morte è una delle protagoniste principali in Game of thrones, insieme all'intrigo, all'onore e al senso della famglia e bisogna farci la bocca per non rimanere sotto shock, episodio dopo episodio...

Insomma io ne consiglio la visione ad ogni costo, poi voi fate un po' come volete!
Magari ci risentiamo quando lo vedete anche voi e poi parliamo dei personaggi preferiti o di come siamo rimasti male quando....

Abbinamento letterario con la serie di libri da cui è tratta la serie Game of thrones (in italiano Trono di spade)  Le Cronache dal ghiaccio e dal fuoco George R. R. Martins. Siamo arrivati a 5 libri e va ancora avanti. Lunga vita a George R. R. Martins!!

giovedì 20 settembre 2012

Prometheus






  • Domenica 16 settembre 2012
  • Cinema Moderno The Space, in piazza della Repubblica detta anche Piazza Esedra
  • Piccola bagarre all'entrata per gli occhialetti 3D per fortuna risolta senza morti e feriti



Entrata al cinema con aspettative zero (ma in piena crisi di astinenza da fantascienza) ne sono uscita soddisfatta, chi l'avrebbe mai detto...

Visivamente ammaliante, con un incipit alieno dalla bellezza ipnotica, Prometheus avrebbe meritato una sua originalità invece di doversi rapportare alla saga di Alien e così si sarebbe potuto conquistare una sua dignità personale, se non altro per la bellezza degli scenari alieni e degli ologrammi.

E con questo si esauriscono un po' del tutto le cose da dire a meno che non si voglia sproloquiare sulle banalità.... E dai su, facciamolo... bravi gli attori, scenografie da paura, musica che non rimarrà nella memoria, echi kubrickiani vorrei ma non posso ma comunque io so' Rdley Scott mica cazzi, finale aperto.

Piacerà a chi ama la fantascienza anche se i fumettari incalliti avranno da ridire, ma tanto loro hanno sempre da ridire pure quando alla base non c'è un fumetto.

Se vogliamo parlare di Prometheus non sono gli aspetti cinematografici  ad essere importanti bensì chiedersi cosa sia la vita, la morte e la sopravvivenza ma insomma mi sembra arduo intavolare una tale discussione.

E quindi concluderò semplicemente con ciò che ha sentenziato uno dei miei amici: si svolge praticamente sempre nello stesso luogo, lo potrebbero fare a teatro...
Scicchissimo Prometheus a teatro!

Abbinamento con Eataly, cioè non si può non parlarne... una struttura abbandonata e in disuso da anni che risorge per diventare il tempio di ogni appassionato di cibo. Fichissimo, non dico altro...
Eataly, Terminal Ostiense, PIazzale XII ottobre 1492 tel. 06 90279201



venerdì 15 giugno 2012

Biancaneve e il cacciatore


  • Anteprima Cinema Moderno The Space di Piazza della Repubblica
  • A proposito... in questo cinema il mercoledì le donne pagano solo 4,4 euro!



Krtisten Stewart icona del fantasy del terzo millennio, conclusasi la saga tra lupi e vampiri, veste i panni  di una Biancaneve guerriera, in una rivisitazione della celebre fiaba.
Rinchiusa da piccola nella torre nord del castello e vittima di un incantesimo che le fa crescere il mento in maniera smisurata, la figlia del re troverà il modo di riconquistare il suo regno e di sconfiggere il male.
Spettacolare nelle molteplici scene d'azione tra battaglie, fughe a cavallo Biancaneve e il cacciatore è visivamente ammaliante per gli scenari gotici, carichi di oscurità e densi di elementi orrorifici così come per il paese delle fate, splendido giardino vivente e vibrante di luce in cui flora e fauna si fondono in una visione psichedelica di rara bellezza.
Un ruolo gustoso per Charlize Theron che predilige gli eccessi nell'immedesimazione nel personaggio della matrigna invidiosa, mentre sono poca cosa le interpretazioni maschili se si esclude il sempre grande Bob Hoskins nella parte di uno dei nani.
Sicuramente la sceneggiatura avrebbe giovato di un maggiore sforzo creativo per dare vita ad un reboot (come va di moda ora) della fiaba codificata, ben tre quarti di secolo fa dalla Disney e la cui origine si perde nel racconto popolare rielaborato dai fratelli Grimm nell'Ottocento.
Ed è un peccato aver dato così poco peso agli elementi simbolici che addirittura restano oscurati dalle immagini travolgenti. Resta comunque uno spettacolo avvincente che non mancherà di appassionare il pubblico più giovane senza per altro annoiare quello più adulto.
Da notare che, tra le parecchie varianti dalla storia che conosciamo meglio, ovvero quella della Disney, qui troviamo la curiosa novità del terzo incomodo.  Colui che già conoscebamo come Thor il burino, questa volta in versione castana ma sempre con quegli occhietti piccoli e ravvicinati, sembra far breccia nel cuore della principessa, grazie al suo fascino da camionista più del blasonato figlio del Duca.
Nel seguito (già in produzione) probabilmente i due ragazzotti si contenderanno l'amore della più bella del reame ma potrei giurare che, avendo Biancaneve un cuore grande così, ce ne sarà per tutti!
Se i fratelli Grimm, comunque, si dovessero rivoltare nella tomba non sarà certo per una Biancaneve promiscua (ricordiamo il cult Biancaneve sotto i nani) bensì per i diritti d'autore scaduti che, quest'anno, tra due film e una serie televisiva, gli avrebbero fruttato parecchio....

Ah... dalla regia mi comunicano che il mento di Kristen Stewart non ha subito nessun incantesimo, è veramente così!

Non poteva mancare, trattandosi di Biancaneve, un abbinamento alle mele, anzi agli alberi da frutto.
Sebbene i Vivai Belfiore non si trovino nella nostra città val bene segnarsi questo indirizzo per l'acquisto di alberi da frutto "antichi". I titolari infatti hanno recuperato tutta una serie di varietà rare e scomparse per metterle a disposizione del pubblico e salvarle dall'oblio.
Azienda Agricola Vivai Belfiore, Via di Valle, Loc. S. Ilario, 50055 Lastra a Signa (FI) tel. 0558724166

giovedì 14 giugno 2012

De rouilles et d'os


  • Mercoledì 13 giugno 2012 Cinema Giulio Cesare nell'omonima via nell'ambìto ambito di Canne a Roma. Ore 20,15 ma siamo rimasti inzona dalle 17....
  • Avvistate in sala le sorelle De Sio, Giuliana e Teresa.



In un mercoledì di un giugno romano che sembra un mercoledì di un agosto africano come pellegrini ad un santuario di una madonna che non apparirà mai se non allo stadio Olimpico ci rechiamo al Giulio Cesare per comprare con ben 3 ore di anticipo i biglietti per il film di Jaques Audiard.
La fila si dipana biforcuta con freak a destra e freak a sinistra, il sole è cocente tanto da fare rimpiangere la neve che bloccò la città pochi mesi or sono.
Come dio vuole ci accaparriamo sti biglietti, che non basta la fila, c'è pure la stampante lenta.
Odio il Giulio Cesare, uno dei cinema più sporchi di Roma che ogni volta gli lancio delle maledizioni per lo squallore in cui versa senza speranza. Mi chiedo perché i NAS non facciano dei controlli nei cinema visto che c'è il rischio di prendersi il colera.
Il film viene preceduto dall'introduzione della giornalista Gloria Satta. Pregasi radiare dall'albo.
Inizia con una considerazione "Il film è bello". Un moto dal profondo sta per articolarsi in un mortaccitua d'ordinanza ma poi mi trattengo. Il film è bello... che profondità critica.
E nel mentre faccio questi pensieri l'orrore prende forma ignobilmente... Gloria Satta inizia a raccontare la trama con una dovizia di particolari imbarazzante... Il mormorio in sala è crescente, arrivano i primi fischi, gli applausi, le intimidazioni a smettere. Niente lei tutta fiera di quel microfono che le permette di raccontarci il film togliendoci ogni sorpresa, continua imperterrita: e poi succede questo.. e poi quest'altro e dopo ancora...
Come una borgatara del Tufello, per altro attiguo al mio quartiere, comincio a urlare "Bastaaaaaaaa! Basta...!" più che altro per evitare di sentire come va a finire.
Poi come un dono del cielo un'altra chicca, la giornalista, parlando di Audiard ricorda il successo di UN prophet, sì proprio UN prophet, pronunciato come UN chilo di rosette...
La platea ormai è in subbuglio i fischi a due dita fanno a gara, la Satta stizzita non molla ma ormai nessuno la può sentire sovrastata com'è dalle proteste.
Finalmente se ne va chiedendosi perché non l'abbiamo fatta parlare.
Chissà... forse non è avvezza al cinema, ci piacerebbe pensare. E invece è spesso ospite del Cinematografo Marzulliano e stava pure a Cannes, pardon a Canne.
Il film è interessante anche se con qualche compiacimento di troppo, accenni di maniera e snodi narrativi alla volemose bene. Non siamo di fronte alla prorompente energia di UN prophet e la storia è decisamente un po' forzata. Si conferma la tendenza francese a parlare di tragedie con una certa grazia anche se siamo ovviamente lontani dai toni della commedia di Quasi Amici e dal nuvelvaghesco La guerra è dichiarata.
Bravi i due protagonista, la nuova stella Cotillard e il consistente Mattias Schoenaerts, da tenere d'occhio, soprattutto nella modalità "opè".
E se volete sapere cos'è la modalità opè andate a vedere il film oppure chiedetelo a Gloria Satta!

Vuoi sapere come finisce De Rouilles et d'os? Seleziona il seguente testo da qui: Ali dopo aver involontariamente fatto licenziare la sorella si dilegua senza dire a nessuno dove va. Sthepanie è costernata. Alcuni mesi dopo lo ritroviamo che sia allena per un incontro di pugilato. Il cognato gli porta il figlioletto per una visita ma in un momento di distrazione il bambino cade in un lago ghiacciato.
Ali disperato riesce a salvarlo a spese delle sue mani che si fratturano per rompere la coltre di ghiaccio.
L'incidente però lo farà riavvicinare a Stephanie e probabilmente per loro ci sarà un futuro... a qui!

Abbinamento con Castroni in Via Cola di Rienzo dove siamo andati a fare un giro in attesa dell'inizio del film. Castroni si conferma il tempio di tutto ciò che possa servire in cucina, dalle spezie alle farine, mieli, frutta secca, prodotti esteri, tè, caffè.... e potrei continuare per ore. Se manca qualcosa in dispensa si può andare sul sicuro!
Castroni, Via Cola di Rienzo, 196 tel.066874382

sabato 9 giugno 2012

The Future



  • Venerdìì 8 giugno 2012 ore 20.30Parco di San Sebastiano a Caracalla,






Una coppia decide di adottare un gatto, gli eventi che seguiranno la decisione li travolgeranno.
Si potrebbe sintetizzare così The future ma di certo non si direbbe nulla di questo film che MIranda July ha scritto, diretto e interpretato riuscendo a tradurre per lo schermo il suo linguaggio stralunato di artista con attitudine al surreale.
La July si cuce addosso il personaggio di un'insegnate di danza, dalla fisicità di un palo del telefono, un po' goffa e senza ispirazione, che non ha ancora trovato sé stessa.
La necessità di mettere ordine in un'esistenza che senza fare troppi convenevoli le sta scivolando via senza troppo rumore e la realizzazione di non riuscire ad esprimersi come vorrebbe a livello professionale, la spingono a cercare rifugio tra le braccia di un uomo maturo e concreto (casa, famiglia, lavoro).
Sarà una maglietta gialla che striscia nella notte a riportarla sulla retta via della sua "diversità" e che metterà fine al sogno di una vita "normale", che probabilmente non le è mai appartenuto.
L'ex compagno intanto, sconvolto dall'annuncio della separazione e incapace di affrontare la fine della storia, ferma il tempo, restando immobile per giorni, cercando di superare l'inaccettabile realtà.
La vicenda si dipana parallelamente alla convalescenza del gatto dal veterinario, che attende fiducioso i suoi nuovi padroni che lo riportino a casa.
L'epilogo sarà struggente.
Se già la storia, così riassunta a grandi linee, presenta aspetti decisamente irrazionali, il soffermarsi sul particolare diventa l'espediente per tuffarsi in piccoli universi costruiti con la mano ispirata, come la sequenza delle due amiche incinte delle quali in pochi secondi vediamo tutta la vita.
Ma soprattutto c'è il gatto. Ecco, il gatto.... a me i gatti sono sempre stati sulle palle ma questo qui, che per altro si vede mezzo secondo, di sfuggita mi ha letteralmente conquistato.
La voce del gatto (sempre della July) è letteralmente irresistibile, non si può non adorare immediatamente Paw-paw e le sue considerazioni sulla vita, la solitudine, l'amore, la vita e la morte, sull'essenza stessa della vita.
Il film a me è piaciuto molto, una piccola opera d'arte sugli esseri umani e i loro difetti, ma sono consapevole che in molti potrebbero odiarlo per tutta una serie di motivi che in altre occasioni avrebbero fatto andare in bestia anche me... Lo stato quasi perennemente catatonico dei protagonisti, parecchi momenti in cui il silenzio si protrae oltre misura e la pettinatura riccetta di lei... che ti verrebbe di inforcare spazzola e phon e di improvvisarti parrucchiera per renderla presentabile in pubblico.
Insomma da vedere, lasciandosi trasportare...

Vuoi sapere come finisce The future? Seleziona il seguente testo da qui: Sia Jason che Sophie si dimenticano di andare a prendere il gatto dal veterinario nel giorno prestabilito e quindi il povero animaletto viene soppresso. Le considerazioni sulla morte e il passare oltre del povero animale strapperebbero le lacrime pure al demonio in persona. Sophie vorrebbe tornare con Jason ma lui è irremovibile e le permette di rimanere solo per una notte... a qui!


giovedì 7 giugno 2012

Cannes a Roma 2012




Si terrà dall'8 al 14 giugno 2012 la  diciassettesima rassegna Cannes a Roma, tra l'Adriano, l'Eden e il Giulio Cesare.

Il Cinefilante sarà presente!

Stay tuned!


domenica 3 giugno 2012

Men in black 3


  • Domenica 3 giugno 2012, Cinema Embassy in Via Stoppani, spettacolo delle 15,45



Con questo terzo e inevitabile episodio anche i men in black diventano una trilogia perfetta per la vendita di cofanetti in DVD dai tanti contenuti speciali.
Al centro dell'intreccio il viaggio nel passato, un'espediente tra i più sfruttati ma sempre gustoso... Tra atmosfere sixties (come già visto in Austin Powers, la spia che ci provava) e la consueta dose di ironia si trova anche lo spazio per affrontare qualche malinconia familiare e per un personaggio come Griffin, un irriconoscibile "serious man", alieno buono che vive nel continuum di tutti i futuri possibili.
La storia è ben scritta, da spessore alla vicenda ed è piuttosto divertente.
Ridotte a poco più di un cammeo le interpretazioni femminili e con effetti speciali contenuti ma di buon livello i Men in black risalgono la china dopo lo scivolone di un secondo episodio vuoto e insignificante.
Tommy Lee Jones si spartisce la scena con Josh Brolin che ancora una volta conferma la sua camaleontica capacità di fondersi con il personaggio.
Da vedere per chi ha apprezzato i primi due film della serie (o anche solo il primo) e per chi ama la fantascienza con più di un pizzico di humour!

Come finisce Men in black 3? Vuoi saperlo? Seleziona il seguente testo da qui: Griffin, l'alieno che tutto vede del prossimo futuro comunica all'agente J (Will Smith) che potrà salvare l'agente K ma che dove c'è morte c'è sempre morte. L'agente J scoprirà troppo tardi cosa volevano dire quelle parole e assisterà alla morte di suo padre, di cui non ricordava nulla perché un giovane agente K gli aveva cancellato i ricordi. Il presente si ristabilisce e i due agenti hanno scoperto qualcosa in più si loro stessi... a qui!

Dopo il film siamo andati al Bar Settembrini per una merenda piuttosto goduriosa, tra muffin al cioccolati, panini e tramezzini, biscotti e tortine di mandorle e pere e un ottimo caffè Illy non ci siamo fatti mancare praticamente nulla. Un indirizzo da tenere a mente per qualità dei prodotti e anche per la bellezza del locale. Bar Settembrini, Via Settembrini 21, tel 0697610325

mercoledì 30 maggio 2012

Il dittatore


  • Lunedì 29 maggio 2012, Anteprima Cinema Barberini nell'omonima piazza



Intelligente e divertente, ironico fino al sarcasmo e senza nessuna traccia dell'odioso politically correct, il dittatore non lascia tregua allo spettatore per la valanga di battute al vetriolo e di situazioni che spaziano dal surreale al greve spinto, praticamente dai Monty Python ai Soliti Idioti passando per Zoolander.
Sacha Baron Cohen, talentuoso show-man di  matrice televisiva, finalmente riesce a fare cinema degno di questo nome, dopo Borat e Bruno, che erano nient'altro che una serie di sketch strampalati assemblati alla meno peggio, scrive una sceneggiatura assolutamente geniale in cui, facendo credere di parodiare un dittatore mediorientale, si prende la libertà di farsi beffe degli Stati Uniti e delle falsità del suo sistema politico.
Nessuno viene risparmiato in questo bailamme di personaggi pensati per dare ognuno il peggio di sé.
Alcuni momenti sono francamente irresistibili e destinati a entrare nella storia della comicità.
Direi da non perdere, senza indugio!

Abbinamento commovente per la scoperta di una pizzeria del tutto sconosciuta ma a livelli altissimi che merita una recensione a parte. Usciti dal cinema e facendo i primi commenti a caldo, il prode Ballestrero oltre ad aver partorito una delle sue sentenze più vere "la falsa modestia è la forma più subdola di orgoglio" ci consiglia di mangiare al ristorante attiguo al cinema. Si poteva pensare ad un posto acchiappa turisti ma il Ballestrero è una garanzia assoluta. Vera pizza napoletana e quando dico vera... dico vera... patatine fritte NON surgelate e tutta una serie di sfizioserie come la mozzarella in carrozza e napoletanità varie ed eventuali. Inoltre da segnalare, oltre i prezzi da pizzeria di quartiere, un servizio di una cortesia e di una professionalità raramente riscontrabili (purtroppo) nella nostra città.
Rimasta quasi scioccata dalla scoperta chiedo al cameriere "Quando avete aperto?"
Risponde "Sono undici anni signora...."
Ribatto "Con questa gestione?"
E devo dire che speravo mi rispondesse che in realtà la gestione era cambiata da soli 6 mesi, perché è incomprensibile come un posto del genere, in pieno centro e con una tale qualità, sia rimasto nascosto tutto questo tempo... invece la risposta è stata "Sì con questa gestione...".
Ecco a questo punto mi sento veramente di consigliare Terrazza Barberini, in via Barberini 16A tel 0642014596. Si entra dal bar/pasticceria sottostante, salite al primo piano e oltre ad una splendida pizza vi potrete pure godere il mangiare all'aria aperta con vista sulla fontana del Tritone....
E mi raccomando... fatemi sapere....



domenica 27 maggio 2012

Cosmopolis


  • Domenica 27 maggio 2012, Cinema Admiral in Piazza Verbano, spettacolo delle 20.20
  • Poche persone in sala che alla fine si lamnetavano "Non è possibile, non è possibile..."



 Le architetture dei massimi sistemi dipendono da una prostata asimmetrica. I flussi possono essere solo interpretati, essere in sintonia per comprendere e cavalcare l'onda diventando uno degli uomini più ricchi del mondo al contempo schiavo virtuale di una catena di montaggio senza padroni.
Governando il suo impero dall'interno di una Limousine insonorizzata, filtro e scudo della vita che scorre al di fuori nella sua inutilità, l'ex vampiro glitterato, con quella faccia da rincoglionito cronico, assiste impotente al tracollo delle sue immense ricchezze.  Anello mancante tra singolo e sistema ma soprattutto metaforico riflesso di una civiltà in piena decadenza e allo sbando il protagonista tra sommosse cittadine e lanci di topi morti non può fare a meno di percorrere la sua strada verso la distruzione annunciata.

Condito da dialoghi per lo più surreali, squarciati occasionalmente da teorie o più che altro realizzazioni sull'andamento della nostra epoca Cosmopolis pur trattando un materiale intrinsecamente cronenberghiano    ha il limite di non dirci nulla di nuovo e di andare poco al di là di un trattato di Jeremy Rifkin. Ecco se Cosmopolis fosse uscito vent'anni fa sarebbe stato visionario e profetico, oggi si limita ad essere la fredda messa in scena di una deriva annunciata. Un tentativo posticcio, una cronaca fuori tempo massimo che nulla ha a che vedere con la potenza eversiva degli esordi del regista. Imperdonabile la scelta di Pattinson.

Volete provare l'ebbrezza di una giornata in limousine a Roma? Con l'abbinamento di oggi potrete farlo... e se volete potete anche affittare un autobus per una festa, alla facia di David Cronenberg! ;-)

venerdì 25 maggio 2012

La fine del Dottor House


Quando poco più di otto anni fa lanciarono la serie del Dottor House mi imposi di starne lontana per la pericolosa dipendenza che nutro per i telefilm di stampo medico (con l'eccezione di E.R. di cui non ho mai visto nemmeno un episodio).
In qualche vita precedente sono stata sicuramente un medico, uno di quelli bravi, che sa sempre cosa fare e che ha salvato un mucchio di vite. L'avrei fatto anche in questa vita il medico se non fosse che sono una pippa nelle materie scientifiche e tutte le mie abilità, a parte quelle manuali, si espletano nel ramo umanistico. Mi consolo guardando telefilm dove ci sono ospedali e affini.
Ma il Dottor House no, se non altro perché Hugh Laurie per me era il papà adottivo di Stuart Little e poco altro.
Poi sai come va a finire... una sera magari non si ha nulla di meglio da fare, tutti ne parlano e dicono "è fichissimo!" e allora ci butti un occhio.
Vidi dunque qualche episodio della prima serie e devo dire che mi piacque abbastanza... decisi di dare una possibilità pure a lui, perché fondamentalmente una serie se la deve meritare la mia attenzione, non è che posso guardare tutto...
Dopo qualche settimana però fu chiaro che l'impianto degli episodi era sempre e irrimediabilmente lo stesso:

  1. Inizio: Manifestazione del malanno con sintomi incomprensibili.
  2. Consulto del Dottor House con il suo staff.... Ipotesi, illazioni, i sintomi scritti su una lavagna con il pennarello. Nessuno che riesce a capire quale possa essere la causa che sta portando il paziente alla morte.
  3. Diagnosi quasi certa che poi si dimostra errata e peggioramento del paziente.
  4. Illuminazione del Dottor House che riesce a restringere le ipotesi a due, una salverà il moribondo e l'altra lo porterà nella tomba.
  5. Contrasti con la direzione dell'Ospedale che non vuole dare l'autorizzazione a cure sperimentali e ardite.
  6. Risoluzione del caso, House trionfa.

Per quasi tutte le otto stagioni dal 2004 al 2012 non c'è quasi mai stata nessuna variazione a questo canovaccio, condito da tensione sessuale tra i personaggi, i problemi causati dalla tossicodipendenza di House e dai suoi modi cinici e sarcastici.
Varie donne hanno suscitato l'interesse dello scorbutico dottore, tra cui la Dottoressa Cuddy, direttrice dell'ospedale ma alla fine nessuna è definitiva. I suoi collaboratori si succedono con le stagioni, l'unico a restare sempre al suo fianco è il migliore amico il Dott. James Wilson (uno dei pochi superstiti attorialmente parlando de "L'attimo fuggente").
Ebbene il Dottor House ha chiuso definitivamente i battenti dopo otto stagioni, cosa che non è riuscita a fare Grey's Anatomy che continuerà anche per la nona.
Volete sapere come è finito?
E' d'uopo il finale nascosto! Se volete saperlo selezinate il seguente testo da qui: Le cure ardite al quale si è sottoposto Wilson non hanno avuto i risultati sperati quindi il suo destino è segnato, gli restano solo 5 mesi di vita. Il Dottor House si trova all'interno di un edificio in fiamme dove in uno stato allucinatorio ha a che fare con molti dei suoi ex-collaboratori. Il tetto dell'edificio gli crolla addosso proprio sotto gli occhi di Foreman e di Wilson. L'autopsia conferma che si tratta di lui. AL funerale partecipano un po' tutti e ognuno dice una parola buona su du lui nonostante in vita gli avesse fatto vedere i sorci verdi, Ma si sa quando uno muore improvvisamente diventa buono! Solo Wilson ha il coraggio di dire a chiare lettere quanto fosse stronzo House.
Stai pensando che un po' ti dispiace... che era quasi come se lo conoscessi, peccato che sia morto, che eccolo apparire come niente fosse davanti al suo amico WIlson. Ma come... non era morto?
No... si era solo rotto i coglioni... ha scambiato i dati delle radiografie dentali facendosi passare per il morto e lui è vivo e vegeto, pronto a rinunciare alla sua vita per dedicarsi all'amico morente e ad asisterlo per gli ultimi 5 mesi di vita. Insieme partono in moto per un viaggio on the road non si sa dove...
Ora mi sa pure che ho capito perché House non ha mai trovato in otto stagioni la donna giusta per lui... 

 a qui!

Ah dimenticavo lui è veramente un pezzo di ragazzo per cui valeva la pena di dare uno sguardo!

martedì 22 maggio 2012

The avengers


  • Lunedì 21 maggio 2012 Cinema UCI Porta di Roma nell'omonimo centro commericale...



Un cazzatone megagalattico.
Nonostante avessi detto che non l'avrei visto alla fine ho ceduto miseramente e in un lunedì sera di un maggio che sembra novembre mi sono omologata alla massa che ha contribuito a fare di The avengers uno degli incassi più strabilianti degli ultimi anni.
I super eroi ormai sono una garanzia al botteghino anche con una sceneggiatura quasi orrenda e per di più noiosa. Eppure è piaciuto praticamente a tutti, complice secondo me, la moda del blockbuster per la quale si va al cinema a vedere la grande produzione hollywoddiana a suon di cazzotti e di grattacieli distrutti, qualche battuta spiritosa (ad opera di Iron Man), la figa di turno (una Scarlett Johansen poco naturale).
Nessuno noterà la differenza con i Transformer, la formula è la stessa con buona pace di chi è cresciuto leggendo i famosi albi, fantasticando sul proprio super eroe preferito e facendosi le pippe sulla pin-up di turno inguainata in tutine sexy. Le storie non esistono più... restano le immagini, sufficientemente vorticose da non lasciare il tempo di chiedersi se abbiano un perché.
Il calderone è ormai formattizzato senza pietà e impacchettato con l'ennesimo 3D inesistente al quale ci siamo dovuti adeguare pagando l'odiosa tassa per gli occhialetti.
Debolissimo l'intreccio e la scelta del nemico comune, il viscido Loki, il finto fratello di Thor (un tamarro come non se ne sono mai visti prima). Loki dovrebbe essere un dio ma non ha nessuna credibilità, tutti percepiscono che è uno sfigato e lo trattano come tale.
Per il resto comprimari senza nessun fascino ad iniziare da Jeremy Renner che è una specie di brutto clone di Ewan McGregor, incolore e insapore.
Vabbè ma non è che proprio ci sia bisogno di parlarne troppo, come dicevo, un cazzatone megagalattico, che diventa l'unità di misura di un cinema inutile e caciarone.
Questa volta ci sono cascata ma lo giuro... il reboot di Spider Man non mi avrà!

Abbinamento salute veramente interessante... un libro che vi spiegherà come esercitare i vostri occhi per vedere senza occhiali "Guarire la presbiopia con il metodo Bates" sottotitolo Migliorare la propria vista e vivere meglio senza la schiavitù degli occhiali. Di Giorgio Ferrario, acquistabile su Il giardino dei libri.
Ecco... prendete il libro e mettete in pratica gli esercizi, scoprirete che i super poteri con un po' di volontà ce li abbiamo tutti!

lunedì 21 maggio 2012

Dark shadows



  • Cinema Embassy, in Via Stoppani, sabato 19 maggio 2012 ore 15.45




L'ennesima collaborazione tra Tim Burton e Johnny Depp non prometteva niente di buono dopo quella schifezza di Alice nel paese delle meraviglie. Il trucco pesante, poi, al quale sembra che il pirata dei Caraibi non possa più rinunciare, aggravava la situazione, infine i vampiri, uno degli argomenti più abusati degli ultimi anni... i presupposti erano veramente senza speranza, ci mancava solo il solito 3D posticcio che per fortuna ci è stato risparmiato.
Dark shadows invece è pieno di trovate e piccole ironie che ne fanno un film piacevolissimo. Si resta intrigati dai personaggi ben delineati e totalmente stregati da una Eva Green in gran forma capace, ai limiti dell'inquietante. E chissà se Tim Burton alla fine sostituira Helena Bonam-Carter con la Green che sembra una bella copia di Lisa Marie...
Un Tim Burton un po' più cresciuto che sembra almeno per il momento accantonare il cotè più espressamente dark in favore di colori e ambientazioni più sgargianti ma soprattutto di una storia che pur rimanendo nell'ambito dell'amore negato è tratteggiata meno morbosamente del solito.
Forse non sarà in stato di grazia, forse non sarà un capolavoro ma il film è piacevolissimo e le immagini sono affascinanti...
Al cinema il nostro gruppo spaziava tra dodicenni e ultraquarantenni e tutti abbiamo apprezzato!
Consigliato!


Abbinamento atipico ma che spero possa essere utile per chi come me è cinofila oltre che cinefila...
In Viale Tirreno, 130 c'è un bel negozio di articoli per animali "Arca di Noè", dove si trova veramente tutto ciò che serve, per fino il gelato per cani! Ma la cosa più sfiziosa è che si può seguire il lavaggio del proprio animale tramite web-cam! tel. 0664495532


giovedì 17 maggio 2012

Festival del Cinema Spagnolo, piccolo resoconto



Si è concluso il 10 maggio il secondo Festivale del Cinema Spagnolo al Cinema Farnese, nell’omonima piazza romana, per l’occasione sponsorizzato dalla Persol.
La manifestazione è stata organizzata con passione ed è stata premiata con un riscontro di pubblico al di sopra di qualsiasi aspettativa, lunghe file si sono dipanate per la piazza creando scompiglio tra i ristoratori che si lamentavano di non riuscire a far affluire i clienti.
Molti film sono stati seguito da incontri con registi e attori e c’è stato uno bello scambio con il pubblico che è potuto intervenire attivamente con domande e commenti.
Un’esperienza piacevolissima che mi auguro poter ripetere l’anno prossimo!
Di seguito un piccolo resumè dei film visti…



Tre eterogenei cugini in una commedia velata di malinconica sulla vita, le scelte, gli amori, sul tempo che passa e su come si cambia. Divertente! Potrebbe avere un buon successo anche qui da noi!




Ripescaggio di una pellicola che in Spagna ha avuto un grande successo. Coppie, equivoci e tradimenti con inserti musicali e danzanti. Divertentissima, ben interpretata, strano che non ne abbiano fatto un instant remake a Hollywood il giorno dopo.




Bianco e nero eccessivamente citazionista nell’impostazione e nell’inquadratura. Storia di un’alienazione annunciata che scaturisce dal nucleo più oscuro che esista: la famiglia.
Forse all’inizio degli anni Novanta sarebbe potuto essere folgorante ma oggi non dice nulla di nuovo.




Ultimo tango a Parigi forzato, girato in “un quarto de baño” madrileno. Interessante i ribaltamenti psicologi e l’analisi del rapporto tra il vecchio e la ragazza. Con una mezz’ora di meno avrebbe anche una certa commerciabilità altrimenti preclusa. Dialoghi cinici e brillanti, intepreti (due) ben diretti e quasi in stato di grazia.


giovedì 10 maggio 2012

Il pescatore di sogni



  • 8 maggio 2012 Anteprima Sala Anica





Che bella cosa il pregiudizio! Ti permette di andare al cinema con le aspettative più funeste per poi dileguarsi con le prime immagini che appaiono sullo schermo.

Il pescatore di sogni ha una trama così strampalata che ci avrei messo la mano sul fuoco sul fatto che fosse inguardabile. E ora mi sarei trovata come Muzio Scevola.

Prodotto dalla sacrosanta BBC, che raramente sbaglia un colpo, racconta una storia che non teme di essere riassunta sinteticamente nel titolo "Salmon Fishing in the Yemen", la pesca del salmone nello Yemen. Poteva essere un improbabile manuale mentre è una storia ai limiti del surreale condita da un contenuto british humour.

Interpreti in parte con un Ewan McGregor senza paura di ingrigirsi e a sembrare un po' imbalsamato, un'Emily Blunt ancora alla ricerca della definitiva consacrazione e una fantastica Kristine Scott-Thomas, cattiva come non mai.

Tra relazioni politiche, amicizia, amore e un pizzico di avventura la pesca del salmone scorre per un paio d'ore senza intoppi.
Dialoghi arguti che in più di un caso strappano risate intelligenti e immagini esotiche.
Il regista Lasse Hallström questa volta ha trattenuto la sua mano spesso troppo smielata e ha saputo tratteggiare con maestria i personaggi che nel libro erano descritti solo i loro rapporti epistolari; merito anche, o forse soprattutto, dello sceneggiatore Simon Beaufoy che nel suo curriculum ha Full Monty e The Millionair.

In sala un celebre critico ha dormito tutto il tempo e verso la fine ha detto al tipo accanto: "Mi sono svegliato solo adesso.... mi sono perso qualcosa?", l'altro "No non ti sei perso niente...".
Mentre attendo di leggere con curiosità la critica del critico dormiente io, che il film l'ho visto, dico che è veramente molto carino e che difficilmente potrà deludere chi ha voglia di sorridere, di sognare e di immedesimarsi in una bella storia.


mercoledì 9 maggio 2012

Il richiamo



  • Lunedì 7 maggio 2012
  • Anteprima Cinema Barberini nell'omonima piazza.




La storia di due donne agli opposti, in fuga ai confini del mondo. Una alternativa e vivace, l'altra depressa e istituzionalizzata, si trovano per un attimo a condividere la vita e l'amore sullo sfondo della Patatgonia.
Grande merito del regista quello di non aver calcato la mano sull'aspetto saffico, favorendo invece l'approfondimento dei personaggi con un ritratto viscerale, scavando nelle assenze e buttandosi alle spalle un passato che in qualche modo pesa sul momento presente.
Un ritratto di due donne con un contorno di uomini per lo più inadeguati o semplicemente non interessati a cogliere le loro esigenze emotive prima di tutto.
La vicenda si dipana tra cambiamenti di lavoro, malattia, necessità d'arte (la musica) e una natura allo stato brado che avrà la capacità di riazzerare il contatore e dar vita a nuovi inizi.
Bella prova delle due mattatrici, l'algida Sandra Ceccarelli e la frenetica Francesca Inaudi che nonostante la presenza di vari comprimari reggono su di loro tutto il film con delicatezza e al contempo grande passione.
Attenzione, prendere nota... un film italiano che non provoca l'irresistibile istinto di procurarsi l'indirizzo del regista per andare ad urlargli sotto casa in piena notte "Cambia mestiereeee!".
Anche solo per questo motivo da prendere in considerazione!

Note aggiuntive: in conferenza stampa presenti le protagoniste e il regista. Francesca Inaudi dal vivo è decisamente molto più carina che sullo schermo. Però dio santissimo aveva delle scarpe degne di figurare in questo splendido blog.

Il rinfresco è stato gradevole e per questo motivo segnalo Il catering che ha organizzato il tutto!
Il Quattro Fontane Catering & Banqueting, Via delle Quattro Fontane, 23 tel 34888470827



giovedì 3 maggio 2012

Festival del cine español



  • Roma Cinema Farnese Persol dal 4 all'10 maggio 2012Piazza Campo de' Fiori, 56 tel 066864395



Occasione ghiottissima per noi romani con il Festival del Cine Español che dal 4 all'10 maggio 2012 si terrà al Cinema Farnese nell'omonima piazza a Campo de' Fiori.

Interessante il programma così come i prezzi che prevedono un prendi 5 paghi 4 tra i 4 e i 6 euro tra ridotti e interi, con tanto di alcuni eventi gratuiti e incontri con registi e attori.

Il Cinefilante ovviamente sarà presente in più occasioni per godersi un  po' di cinema spagnolo che raramente arriva dalle nostre parti.

Tra commedia sofisticata e thriller i generi ci saranno un po' tutti e se siete anche solo un po' curiosi vi consiglio di cliccare sul programma per avere un'idea della varietà e della qualità della manifestazione.

Tutte le proiezioni, grazie al cielo, saranno in lingua originale con sottotitoli!

Vamos! Ci si vede al Farnese!

venerdì 27 aprile 2012

Impardonnables



Rendez-vous Appuntamento con il cinema francese 2012
Sabato 21 aprile 2012 Casa del Cinema ore 17




La Casa del Cinema a Villa Borghese è una sede veramente carina e finalmente la usano per qualcosa di concreto. Quando la aprirono mia zia mi regalò anche la tessera e in un anno non riuscirono ad organizzare nulla di nulla. Provai ad andarci di persona e la tizia mi disse con aria sconfortata "Qui stiamo per chiudere... non si sa che fine facciamo". Insomma una vera tristezza questo progetto veltroniano così abbandonato senza vergogna. E' stata quindi una bella sopresa poter andarci nell'ambito di Rendez-vous, Appuntamento con il nuovo cinema francese, a vedere l'ultimo film di Techinè.
In sala sono presenti Adriana Asti, Carol Bouquet e il giovane attore italiano Mauro Conte al suo promettente debutto.
Mi concentro su Carol Bouquet, icona del cinema francese ma per me motivo di curiosità soprattutto perché compagna di Gerard Depardieu dal 1997 al 2005. Otto anni.... secondo me c'è da diventare matte a stare dietro ad uno come Deapardieu per ben otto anni.
Bellissima, algida, sicuramente ritoccata ma ritoccata bene, alta, magra ma ben tornita con un semplicissimo tubino nero che sottolinea le braccia toniche, Carol Bouquet è a suo agio in sala e prende la parola con un disinvolto savoir faire. E' stato bello lavorare con Techinè.... è un grande regista, un'artista e, insomma, tutte le cose che generalmente si dicono in queste occasioni ufficiali.
Poi, a poco a poco, Carol si mette tranquilla, si lascia andare e cominciano uscire le indiscrezioni... Techiné che ha paura di prendere l'aereo, che non prende nemmeno il treno e che se deve prendere la macchina calcola tutto il percorso e lo affronta solo se è certo di non dover attraversare un tunnel. Techinè che ti fa ripetere una scena 50 volte, che non lascia spazio agli attori.... Ogni mattina controlla il girato, lo guarda, lo riguarda e commenta: "mmmhhh ma è noioso...." e la Bouquet "Andrè... l'hai scritto tu, l'hai girato tu...." come per dire "fatti un po' un esame di coscienza....".
Insomma ne esce il ritratto di un rompicoglioni coi fiocchi che Andrè Dussolier pare si volesse suicidare buttandosi nella laguna veneziana per quanto ne aveva piene le palle. Alla fine di questa confessione lei, la Asti e Conte se la ridono tutti e tre con fare liberatorio. In platea (un mix tragico di cinefili interessati, troioni rifatti, presenzialisti, pseudo vip e gente capitata per caso, più un inedito Carlo Vanzina che si scopre essere interessato al cinema francese d'autore o forse ai troioni, chissà....) viene data la possibilità di fare qualche domanda.
Ecco, dio santissimo, io capisco che l'occasione c'è... che è anche molto divertente poter interagire direttamente con chi hai appena visto sullo schermo... io capisco tante cose ma non capisco cosa anima la gente a fare domande senza alcun senso compiuto. Ho sentito domande che voi umani non potete immaginare, navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, raggi B balenare nel buio alle porte di Tannhauser e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia.... Dicevo. Ad un certo punto un tipo, che non ho avuto il coraggio di girarmi a guardare perché temevo di tramutarmi in una statua di sale, ha fatto un discorso talmente idiota che Carol Bouquet al limite dello spazientito gli risposto: "Che vuole che le dica? Non c'è una risposta a quello che chiede... se lei pensa sia così, se per lei è così... allora è così"".
E in quel momento ho pensato "Ammazza che carattere sta donna! Questa ha due palle così! Ecco come ha fatto a stare otto anni con Depardieu!".
E il film? Gli impardonnables di Techinè? Diciamo che siamo in pieno cinema francese, di quel cinema che ha una miriade di detrattori nel nostro paese, di quel cinema non capito e per lo più odiato. Va da sé che io non faccio parte di questa schiera negativa ma che pur essendo una grande amante del cinema d'oltralpe non posso gridare al miracolo per questo film. Interessante ed inedita l'ambientazione veneziana, intriganti le relazioni tra i personaggi e anche la storia non sarebbe del tutto malvagia ma c'è un vago sentore di qualcosa di irrisolto, di alcuni aspetti della sceneggiatura lasciati incompiuti a favore di momenti inutilmente scavati e ripetuti. Tratto dal romanzo omonimo ma pare piuttosto stravolto dal regista che lo ha praticamente riscritto in fase di sceneggiatura, Impardonnables lascia anche il dubbio su chi siano gli imperdonabili e perché. Fondamentalmente un'occasione sprecata, una sufficienza là dove ragionevolmente poteva esserci qualcosa di più...

Come finisce Impardonnables. Lo vuoi sapere? Seleziona il seguente testo da qui Dopo aver concluso il suo libro Francis (Dussolier) decide di tornare in Francia e chiede a Judith (Bouquet) di andare con lui. Secondo me lei ci andrà... a qui!

Abbinamento con il bar della casa del cinema a Villa Borghese... uno spazio gradevole e che tenta di proporre anche degli snack non proprio da prenderli a calci in faccia. Avere poi la possibilità di sedersi e bere qualcosa in quella cornice è veramente un'opportunità da non farsi scappere!

domenica 22 aprile 2012

L'amour dure trois ans

Rendez-vous Appuntamento con il cinema francese 2012
19 aprile 2012 Cinema Fiamma, ore 20.30



Divertente, ironica ma anche romantica ecco l'ennesima piacevolissima commedia francese ad opera di Frédéric Beigbeder, attore, regista ma soprattutto autore/scrittore/editore e destabilizzatore di opinione pubblica francese. L'amore dura tre anni, tratto da un testo dello stesso regista (pubblicato nel 1997), nella sua indole amaramente cinica e al contempo disincantata ha parecchi spunti veramente molto divertenti.
Commedia dei sentimenti, analizzati e un po' ridicolizzati, messi alla berlina tanto quanto gli esseri umani che li provano nella tipica "ronde" d'oltralpe, si giostra tra gli alti e bassi della coppia o di quel che ne rimane.
Perfetti gli interpreti, Gaspard Proust, dimesso e disincantato ma pronto a lasciarsi andare a passioni d'amore incontrollabili e la splendida Louise Bourgoin che, già apprezzata in Adèle e la tomba del faraone, qui è ancora più sensuale e irresistibile (si consiglia ricerca su Google immagini per chi non la conosca ancora). Dialoghi frizzanti, situazioni e destini sull'altalena, comprimari divertenti e divertiti (i genitori di lui, la cerchia di amici, l'editrice) contribuiscono al successo dell'opera. Nella speranza che il doppiaggio italiano riesca a regalare qualcosa invece di sottrarre personalità all'originale potrebbe essere il nuovo film francese ad accapparrarsi incassi di una certa importanza in Italia.
Consigliato a tutti, in particolare a chi sta insieme da tre anni!

Come finisce L'amore dura tre anni? Vuoi saperlo? Seleziona il seguente testo da qui Nessun tentativo di riconquistare Alice sembra andare a buon fine e Marc diventa sempre più pessimista e cinico nei confronti dell'amore. Alice informata da amici comuni che Marc ha deciso di andare avivere in Australia per due anni capisce di amrlo ancora e il giorno prima della sua partenza lo raggiunge sulla spiaggia dove è in corso il matrimonio gay del suo migliore amico. Mentre i due si baciano finalmente felici uno tsnunami si appresta a travorgerli... probabilmente solo metaforicamente! a qui!


Abbinamento con una gelateria, visto che si avvicina l'estate a grandi passi, che già tutti conosceranno.
Gelateria dei Gracchi nelle sedi di Via dei Gracchi 272 tel 063216668 e di Viale Regina Margherita, 212 (quella dove vado io che mi è più vicina) e mi giunge voce che abbiano aperto anche in via Tuscolana. Gelato veramente fantastico con punte di eccellenza per quello alle castagne e il piastacchio...